Adeguamenti liturgico della Cattedrale: sei progetti superano la prima fase
La nostra intervista a don Luca Franceschini, direttore dell’Ufficio Nazionale per i beni ecclesiastici e l’edilizia di culto della CEI.
Giovedì 17 e venerdì 18 luglio si è riunita la Commissione per la valutazione dei progetti per l’adeguamento liturgico della Cattedrale di Massa. La comunità parrocchiale e, parlando di Cattedrale, la comunità diocesana, ha un ruolo in questo processo di cambiamento dello spazio celebrativo? Se si quale?
«La Giuria si è riunita ed è stata una bella esperienza di confronto tra competenze diverse, di fraternità e anche di curiosa scoperta dei progetti presentati da venti gruppi composti da architetti, liturgisti e artisti. La giuria è tuttavia un passaggio successivo, prima di questo infatti a livello parrocchiale e diocesano c’è stato un cammino di formazione e riflessione con diversi incontri organizzati dall’Ufficio liturgico diocesano che ha portato alla redazione del “Documento Preliminare alla Progettazione”. Dopo un confronto tra la Diocesi e gli Uffici nazionali della CEI per i beni culturali e per la liturgia questo documento è divenuto, nel bando, il riferimento orientativo per la realizzazione dei progetti.»
Questo adeguamento che impatto avrà sull’incontro tra la comunità che abita la chiesa e il Signore risorto, vivo e presente nella celebrazione liturgica?
«Il luogo dell’incontro tra il popolo di Dio e il suo Signore è la Liturgia, fatta di segni e parole, di canti e preghiere, di silenzi e di ascolto della Parola. Non hanno, tuttavia, un ruolo secondario nella celebrazione rituale né il contenitore -la chiesa edificio- né gli arredi necessari. Una chiesa ben progettata, opera di architettura e di arte, ben pulita e ordinata; un presbiterio ben composto con pregio di arte e materiali nonché tutti gli arredi nella loro solenne semplicità contribuiscono a che il rito parli alla Chiesa e racconti la fede, mostri un barlume della bellezza infinita ed esprima la lode che la Chiesa presenta al suo Signore.
La celebrazione non è un’esperienza astratta bensì momento vivo che si realizza in un luogo e in un tempo ben precisi. L’adeguamento definitivo della Cattedrale ormai a diversi decenni dal Concilio Vaticano II esprime le capacità artistiche contemporanee al nostro tempo, il cammino di riforma liturgica del post-concilio, il desiderio di bellezza e di armonia della Chiesa in questo momento concreto.»
A dicembre il vincitore
In quale fase siamo del concorso e quali sono le prossime tappe?
«Lo scorso marzo si è tenuto il convegno di presentazione del progetto anche per illustrare a quanti volevano partecipare al concorso i contenuti del Documento Preliminare alla Progettazione, per raccontare le necessità e le peculiarità della nostra Cattedrale, per incontrare e far incontrare persone diverse a confronto sul tema dell’adeguamento. Successivamente 24 gruppi hanno manifestato il loro interesse a partecipare e di questi 23 sono stati ammessi avendo tutte le caratteristiche previste dal bando di concorso. 20 di loro hanno in tempo utile consegnato gli elaborati richiesti dal concorso per la prima fase giunti al Garante dell’anonimato, il notaio Dr.ssa Alessandra Bianchi, che li ha poi consegnati in modalità del tutto anonima alla giuria che si è riunita il 17 e 18 scorso selezionando tra i 20 un numero di 6 progetti ritenuti adatti e idonei per un ulteriore approfondimento. Ai progettisti di queste proposte, di cui non conosciamo l’identità, il notaio ha inviato alcune indicazioni che la Giuria ha ritenuto opportuno fornire e ora attendiamo il ripensamento che i sei gruppi faranno sui loro progetti. A fine novembre verranno consegnati gli elaborati affinché la Giuria che si riunirà i primi giorni di dicembre possa scegliere il vincitore.
Vi sarà poi una fase esecutiva in dialogo nuovamente tra Diocesi/Parrocchia, Uffici Liturgico e Beni culturali nazionali, vincitori del concorso. L’esito sarà il progetto definitivo da presentare alla Soprintendenza -già interpellata prima della redazione del DPP- il progetto per poi passare alla fase di realizzazione che speriamo inizi già nei primi mesi del 2026.
Vorrei ricordare che il finanziamento da parte del nostro Ufficio nazionale beni culturali ecclesiastici e edilizia di culto, avviene grazie ai fondi messi a disposizione dall’8xmille della Chiesa Cattolica.»
Quanto è importante che la comunità alla fine delle opere di adeguamento riconosca come casa il luogo in cui si celebra il mistero della Pasqua di Cristo?
«Ogni nuova realizzazione avrà sempre appassionati sostenitori e accaniti critici. Non a tutti piacerà ciò che andremo a fare e sarà sicuramente necessario un tempo per “abituarsi” al nuovo assetto. Credo tuttavia che tutti abbiano percepito il senso di provvisorietà che i vari poli liturgici (altare, ambone, cattedra) portavano con sé realizzati com’erano in modo non armonico tra loro, talvolta con materiali di recupero (penso all’altare che negli anni ’80 del secolo scorso era sostenuto da candelieri non più in uso nella cattedrale) e senza alcun pregio artistico. Penso anche ai gradini di accesso al presbiterio, realizzati nel tentativo di “avvicinare” la celebrazione ai fedeli, che non si integrano né con il pavimento del transetto né con le paraste di passaggio tra transetto e presbiterio. Credo sia fondamentale ridirci tutte queste cose per sentire quanto è importante ciò che stiamo realizzando evitando soprattutto forme ideologiche di contrapposizione bensì apprezzando l’impegno di tanti che si sono cimentati in questa difficile sfida di ripensamento, valorizzazione e adeguamento. È in questa percezione dell’amore per ciò che si sta facendo, della passione e della competenza di tante persone, della storia concreta di una chiesa e di una comunità che la abita che si può raggiungere quella comunione che è alla base della Liturgia che nella chiesa, e nella cattedrale in particolare, viene celebrata. La celebrazione e la contemplazione della passione, morte e risurrezione del Signore -cioè la Sua Pasqua- guidi pastori e fedeli, artisti e membri della giuria, architetti e professionisti a realizzare un’opera che nel tempo dica la nostra fede e speranza nel Cristo e la nostra fraterna carità tra noi e verso tutti.»
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Basilica Cattedrale dei Santi Pietro Apostolo e Francesco d’Assisi
Piazza Duomo 1 – 54100 Massa
0585-810735
Orari
Cattedrale
Da Lunedì a Sabato
ore 18.30 Cappella delle Stimmate
Domenica
ore 10.30
ore 18.00 Vespri
ore 18.30
Santuario Madonna delle Grazie
tutte le domeniche e festivi ore 9.00







