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La bellezza ritrovata della Cattedrale, il restauro del presbiterio

Si sono conclusi da poco i lavori che hanno visto il presbiterio della Cattedrale ritrovare la sua bellezza. Ne parliamo con l’arch. Emanuela Duranti, progettista e direttore dei lavori di restauro, nonché membro della Commissione liturgica diocesana. Entriamo insieme nei dettagli. Da dove nasce questo restauro e quali lavori sono stati eseguiti?

«Il progetto di restauro e risanamento conservativo del presbiterio, reso possibile dai contributi della
Conferenza Episcopale Italiana e della Soprintendenza, fa da apripista a una nuova fase di lavori
che interesseranno la Basilica Cattedrale nei mesi a venire (ndr. “L’adeguamento liturgico della Basilica Cattedrale di Massa”). Nello specifico, l’intervento ha riguardato il consolidamento strutturale delle lesioni presenti e il ristabilimento della coesione tra gli strati di intonaco e il supporto murario tramite iniezioni di malte idrauliche; la messa in sicurezza di lesioni e porzioni pericolanti (es. cornicione) mediante l’inserimento di perni; la stuccatura delle lacune con l’impiego di malte rigorosamente compatibili con il supporto originale per composizione, granulometria e cromia; ed infine la reintegrazione pittorica delle piccole abrasioni e delle lacune in corrispondenza delle decorazioni che è stata effettuata con colori ad acquerello, mentre il restauro delle campiture monocrome è stato effettuato tramite velature a base di calce diluita e pigmenti in polvere, con successive rifiniture ad acquerello. La cornice marmorea che ospita il dipinto raffigurante San Pietro e San Francesco, le statue seicentesche dei Santi Pietro, Paolo, Francesco e Bernardino da Siena, gli elementi marmorei, che formano una sorta di loggiato con tre archi a tutto sesto e balaustra, sono stati puliti con acqua e strati di polpa di cellulosa imbevuta di carbonato d’ammonio. Tale operazione ha riportato alla luce delle cromie, come le stimmate presenti nella scultura di San Francesco. Oltre alle operazioni di restauro, sono stati sostituiti i corpi illuminanti.»

In che stato era il presbiterio quando sono iniziati i lavori?

«Lo stato conservativo si presentava con un esteso deterioramento dei diversi strati d’intonaco,
mentre l’apparato decorativo e gli stucchi presentavano lesioni negli strati preparatori del cornicione
e nelle imposte delle volte del catino absidale. Inoltre erano presenti diffuse alterazioni cromatiche
dovute a precedenti infiltrazioni di acqua dalle coperture ed evidenti lacune pittoriche, oltre ad un
esteso strato di depositi di polveri e nero di fumi sull’apparato scultoreo.»

Il restauro ha richiesto molti mesi in cui noi tutti abbiamo vissuto la Cattedrale come un cantiere, con le difficoltà ma anche la trepidazione di assistere a quest’opera in divenire. Quanto studio teorico c’è stato prima?

«E’ stato condotto uno studio di ricerca sui documenti presenti presso l’Ufficio Beni Culturali e
l’Archivio diocesano. I primi due mesi di cantiere sono stati dedicati allo studio del manufatto, per
capire le tecniche originali e le sue condizioni attuali, anche attraverso delle analisi di laboratorio su
campioni di intonaco e di pellicola pittorica. Solo successivamente si è passati alle operazioni di
pulitura a secco per rimuovere lo sporco superficiale e l’esecuzione di test mirati per verificare la
resistenza dei colori allo sfregamento e all’umidità. Dai dati raccolti è stata poi definita una strategia
su misura per ogni intervento.»

Guardando lo spazio presbiterale si può godere nuovamente della bellezza degli stucchi e delle decorazioni pittoriche. A che epoca risalgono? Erano già stati fatti degli interventi di manutenzione in precedenza?

«L’attuale apparato decorativo risale alla seconda metà dell’Ottocento quando vengono realizzati gli
stucchi, i dipinti murali e le dorature di tutta la chiesa, sotto la soprintendenza dell’architetto
Francesco Bernieri, la parte pittorica era stata affidata al fiorentino Giovanni Panti che fa realizzare
ad artigiani della sua città le dorature, mentre lo scultore massese Ambrogio Celi esegue gli stucchi.
Risale invece alla fine del XX secolo il restauro delle decorazioni della navata e del transetto della
chiesa, ad eccezione del presbiterio, dove sono stati realizzati, nel tempo, interventi localizzati di
rappezzatura dell’intonaco e di ritinteggiatura di alcune superfici.»

Chi ha potuto assistere all’ultima ordinazione sacerdotale avrà senza dubbio notato una grande differenza nell’illuminazione della Cattedrale. Anche questo aspetto ha richiesto particolare studio e attenzione nella progettazione?

«La progettazione illuminotecnica di un edificio religioso, implica un cambio di prospettiva che deve
tenere in considerazione che la luce è parte di uno spazio vivo. La lampada perenne, che arde giorno
e notte, indica la «presenza», quella «presenza viva» che rimane nell’edificio-chiesa. Si apre quindi
uno scenario interessante in fase progettuale, il pensare la luce non solo come flusso luminoso o
illuminamento (quanti lux), cioè la quantità di luce ricevuta da una superficie (che costituisce
sicuramente uno dei parametri principali), ma per ottenere, negli spazi sacri, uno scenario che
accompagni le diverse azioni liturgiche che vi si compiono
. Come principio di progettazione
assieme alla figura del liturgista Don Samuele Can. Agnesini, parroco della Cattedrale , abbiamo
individuato i diversi scenari che hanno luogo all’interno dell’edificio chiesa e dei riti liturgici in
maniera da permettere al fedele di fare esperienza mistagogica attraverso l’elemento “luce”.
»

Sono stati mesi intensi, sia per voi che avete progettato ed eseguito i lavori, sia per tutta la comunità diocesana che ha nella sua Cattedrale il punto di riferimento, il luogo di comunione con il suo vescovo e di espressione della Chiesa locale.

«Il cantiere, avviato a marzo 2025 e concluso a settembre 2026, ha richiesto diciotto mesi di intenso
lavoro e di approfondito studio
. L’impresa esecutrice Pierotti Marco ha curato l’intera logistica
dell’intervento; i restauri sono stati affidati ad Anna Triani e ai suoi collaboratori, mentre la
realizzazione dell’apparato illuminotecnico è stata curata dalla ditta Emanuele Tonelli. A tutti loro
va il mio personale ringraziamento per lo straordinario lavoro di squadra portato a termine.»

Ringraziamo l’arch. Duranti e ci prepariamo ad entrare nella nuova fase di adeguamento liturgico della nostra Cattedrale!



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Orari

Cattedrale
Da Lunedì a Sabato
ore 18.30 Cappella delle Stimmate
Domenica
ore 10.30
ore 18.00 Vespri
ore 18.30

Santuario Madonna delle Grazie
tutte le domeniche e festivi ore 9.00